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La rivolta di Verbicaro
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Cento anni fa, nell’estate del 1911, esplode a Verbicaro una tragica rivolta che per la sua violenza e brutalità riesce ad impressionare l’opinione pubblica nazionale ed internazionale. La popolazione infatti, in seguito ad un’epidemia di colera percepita come un criminale prodotto sociale, ossia come il risultato dell’azione malvagia di uomini, in primis il sindaco, che avrebbero sparso una “polveretta” velenosa nelle acque del paese per eliminare la popolazione in eccesso dopo l’esito del censimento, si ribella invadendo le strade del paese e protestando contro le autorità locali.

Ma quello che fa la differenza rispetto alle epidemie passate e che fa tanto parlare della rivolta di Verbicaro è il diverso contesto storico.

Siamo nel 1911 e le affermazioni dei cittadini di Verbicaro risultano scandalose nell’epoca giolittiana che proietta il Paese sulla via dell’Industrialismo e della modernità, per una Italia che vuole essere urbana, civile e borghese.

La rivolta di Verbicaro viene allora identificata come la manifestazione del primitivismo barbaro di una Calabria brigantesca e violenta. La presa di distanza dalle “selvaggerie di Verbicaro” da parte delle istituzione e dell’opinione pubblica, diventa ancora più netta se si considera che nel 1911 si festeggia il primo cinquantenario dell’Unità d’Italia e che la rivolta scoppia esattamente un mese prima dell’inizio della guerra italo-turca per la conquista della Libia.

L’epidemia colerica, che nel 1911 imperversa in Italia e in Europa, in realtà, si inserisce nella situazione politica ed economica italiana come un ulteriore elemento destabilizzante. Le autorità sono a conoscenza della gravità della situazione ma non affrontano il problema con l’urgenza dovuta.

Giovanni Giolitti, in particolare, non si preoccupa tanto della salute pubblica quanto della stabilità politica del regime e in un intervento su “La Stampa” del martedì 29 agosto 1911, il giorno dopo il tumulto, per tranquillizzare gli italiani sullo stato della salute pubblica liquidò i fatti di Verbicaro come “un episodio di follia collettiva piuttosto un caso di malattia cerebrale anziché di malattia intestinale”.

La rivolta, è caratterizzata dall’intensa azione repressiva e non dal tentativo di combatterne la causa. Pur conoscendo la situazione sanitaria nessuno si preoccupa o si adopera per ridurre o evitare il dilagare dell’epidemia, e il problema si riduce ad una questione meramente burocratica.

L’intervento del governo nazionale fu diretto e autoritario, e Verbicaro viene occupata dall’esercito per ben tre anni! Militi e non medicinali furono inviati.

Comune di Verbicaro (CS)

Via Orologio, n. 1

87020  Verbicaro (CS)

Centralino: 0985.6139

 
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